Salta al contenuto

Ferramenta: maniglia anta-ribalta in POM e zama

Da 456 a 75 MPa, prima di costruire lo stampo

POM e zama, un'impronta per pezzo, qualità estetica.

La scheda

Materiale
POM e zama
Impronte
1 per pezzo
Qualità
Estetica
Dimensioni
Piccolo

Dal concept al prodotto validato a norma, con le correzioni introdotte in fase di progetto, dove il costo dell'intervento è minimo

Un assieme di piccole dimensioni con elementi elastici funzionali, in POM e zama, per una maniglia anta-ribalta.

Il vincolo non era solo estetico e produttivo: il prodotto deve superare le prove di durabilità prescritte dalla norma di riferimento, e il punto critico è l'elemento elastico in POM, che deve mantenere la forza di ritenuta per l'intera vita del pezzo.

Un errore di progettazione in quel punto emerge solo in fase di test, quando lo stampo di produzione è già costruito e ogni modifica comporta tempi e costi.
Per questo il percorso è stato invertito: prima la simulazione, poi la preserie, poi i test — e lo stampo definitivo per ultimo.

L'assieme del componente in analisi, vista d'insieme.
POM e zama, un'impronta per pezzo, qualità estetica.

Il progetto

La sfida: un dettaglio che cede a fine vita

L'assieme è composto da elementi in materiale plastico e in zama, ognuno con il suo processo e i suoi vincoli di producibilità.

L'elemento determinante è però uno solo: la molla in POM che mantiene la maniglia in posizione.
Deve fornire la forza corretta dal primo giorno e mantenerla dopo anni di manovre.

È anche l'unico punto che un controllo estetico o dimensionale non intercetta: un componente può risultare perfetto a vista e cedere alla millesima apertura.

Caricamento del modello…

Il componente, dal file del cliente

Da qui la scelta di verificarlo agli elementi finiti prima della costruzione dello stampo, anziché rilevare il problema in collaudo.

L'analisi FEM: dove si concentrava la tensione

La geometria iniziale è stata verificata agli elementi finiti nelle condizioni di esercizio previste dalla norma.

Il risultato era inequivocabile: alla radice dell'elemento elastico la tensione raggiungeva circa 456 MPa, con una forza risultante di circa 350 N.
Valori incompatibili con il POM, e quindi con la durata richiesta.

La geometria è stata riprogettata trasformando l'elemento in una molla a doppia curva, che distribuisce la deformazione lungo tutto il suo sviluppo invece di concentrarla in un punto.

Con la seconda geometria la tensione massima scende a circa 75 MPa — sei volte meno — e la forza a circa 20 N: l'elemento lavora in modo uniforme, senza picchi localizzati.

Analisi agli elementi finiti del componente: mappa delle tensioni di von Mises.
La mappa delle tensioni sulla geometria di partenza

La preserie: correggere dove il costo è minimo

Per validare il progetto prima di investire negli stampi definitivi, i componenti sono stati stampati con inserti di preserie montati sul portastampo proprietario TF Lab.

L'infrastruttura fornisce pezzi del tutto equivalenti a quelli di produzione: stesso materiale, stesso processo, stesse caratteristiche meccaniche e dimensionali.

Non si tratta di prototipi ma di campioni rappresentativi: su un prototipo una prova di durabilità non è significativa, su questi campioni lo è.

Caricamento del modello…

La conchiglia a quattro impronte, dal file del cliente

I dettagli del progetto

I campioni di preserie sono stati sottoposti internamente alle prove richieste dalla norma UNI EN di riferimento.
La verifica riguarda proprio il dente di orientamento della maniglia: la sua deformazione deve restare entro il limite elastico, in modo che il pezzo recuperi la geometria iniziale e resti funzionale nel tempo.
Le condizioni di carico e di vincolo non sono state definite da noi: sono le condizioni applicative prescritte dalla norma.

In questo modo il prodotto consegnato al cliente ha già superato la prova che dovrà comunque superare — e nessuna correzione ha interessato gli stampi di produzione.

Un unico percorso, dal concept al testing, con un unico responsabile.
L'analisi FEM ha intercettato in anticipo un difetto che sarebbe emerso ai test di durabilità; la preserie sul portastampo ha permesso di testare pezzi reali senza costruire gli stampi definitivi; il collaudo interno ha attestato la conformità prima dell'industrializzazione.
Requisiti estetici, produttivi e funzionali soddisfatti in un unico percorso.
Conformità verificata con i test previsti dalla norma, sui campioni di preserie.
Tensione sull'elemento elastico ridotta di circa sei volte rispetto alla geometria iniziale.
Nessuna modifica sugli stampi di produzione: le correzioni sono state introdotte nella fase in cui il costo era minimo.

Il confronto

Due geometrie, le stesse condizioni.

I valori derivano dalla simulazione agli elementi finiti, con carichi e vincoli tratti dalle condizioni applicative della norma.
È il confronto fra la geometria di partenza e la molla a doppia curva che l'ha sostituita: stesso materiale, stesso caso di carico, cambia solo la forma.

Geometria iniziale

456 MPa

Tensione massima di von Mises alla radice dell'elemento, con una forza risultante di circa 350 N.

Molla a doppia curva

75 MPa

Sei volte inferiore, con la forza risultante ridotta a circa 20 N. La deformazione si distribuisce anziché concentrarsi.

È un confronto fra due geometrie in simulazione, non una verifica sperimentale del pezzo finito: quest'ultima è stata eseguita successivamente, con i test a norma sui campioni di preserie.

Team TF Lab, Ti risponde chi segue il tuo caso

Team TF Lab

Contattaci

Il punto di partenza

Un disegno, una foto del pezzo o un difetto ricorrente sono sufficienti per avviare l'analisi.